SFIDE: 5 GRANDI UOMINI CHE NON SI SONO MAI ARRESI

Da Nelson Mandela a Michael Jordan, ecco le storie di chi nonha mai smesso di crederci.

“Dentro un ring o fuori, non c’è niente di male a cadere. È sbagliato rimanere a terra”, dicevaMuhammad Ali. Parole che dovremmo imprimere bene nella nostra testa. Perché, si sa, gli “imprevisti” sono parte stessa della vita. La differenza sta nella capacità di risollevarsi e provare ad affrontarli, come ci insegnano tanti grandi personaggi della storia.

Sono tanti gli uomini e le donne che anche di fronte a fallimenti o a drammi personali sono riusciti a rialzarsi, diventando un’ispirazione per tutti noi. Persone che hanno portato avanti con coraggio le proprie battaglie o perseguito i propri sogni, senza scendere a compromessi. Mai.

Noi abbiamo raccolto qui cinque esempi illustri. Cinque uomini che incarnano quella passione, quel rispetto e quella forza interiore alla base della nostra “Design Sport Attitude”. Un sistema di valori che permette di fare la differenza non solo nello sport, ma in ogni sfida che si presenta sulla nostra strada. E che per questo ci accompagna in ogni nuovo progetto, aiutandoci a ottenere il massimo da tutto ciò che facciamo e a rialzarci sempre dopo ogni caduta.

Il problema non è cadere, ma rimanere a terra. Crediamoci.

Walt Disney

Perde il suo impiego presso il giornale Kansas City Star perché giudicato privo di immaginazione e di buone idee. La sua prima attività imprenditoriale – lo studio di animazione Laugh-O-Gram – finisce in bancarotta dopo appena un anno. Fonda la Walt Disney Company il 16 ottobre 1923 in un garage, dove lavora tra mille problemi economici. Sono tanti gli insuccessi e le difficoltà prima che Walt Disney arrivi a costruire il suo impero. “Prendi una buona idea e mantienila. Inseguila, e lavoraci fino a quando non funziona bene”, disse. Così è stato e, grazie a quell’idea portata avanti fino in fondo, Walt è riuscito a farci il dono più grande: regalarci un sogno.

Nelson Mandela

Perde il suo impiego presso il giornale Kansas City Star perché giudicato privo di immaginazione e di buone idee. La sua prima attività imprenditoriale – lo studio di animazione Laugh-O-Gram – finisce in bancarotta dopo appena un anno. Fonda la Walt Disney Company il 16 ottobre 1923 in un garage, dove lavora tra mille problemi economici. Sono tanti gli insuccessi e le difficoltà prima che Walt Disney arrivi a costruire il suo impero. “Prendi una buona idea e mantienila. Inseguila, e lavoraci fino a quando non funziona bene”, disse. Così è stato e, grazie a quell’idea portata avanti fino in fondo, Walt è riuscito a farci il dono più grande: regalarci un sogno.

Muhammad Ali

“Come mi piacerebbe essere ricordato? Come un uomo che non ha mai venduto la sua gente. Ma se questo è troppo, allora come un buon pugile”. Muhammad Ali è invece ricordato per molto di più. Questo gigante di 100 chili non è solo il più grande pugile di tutti i tempi. È soprattutto un simbolo della lotta contro il razzismo e la guerra. ⁠
L’uomo che lanciò in fondo a un fiume l’oro olimpico vinto a Roma nel 1960, per protesta contro le discriminazioni dei neri. L’uomo a cui fu impedito di salire sul ring per il suo rifiuto di andare a combattere in Vietnam. “Non ho niente contro i Vietcong, loro non mi hanno mai chiamato negro”, disse. L’uomo che ha portato avanti le sue battaglie anche negli ultimi anni di vita, nonostante il Parkinson. Un grande campione nella vita, prima ancora che sul ring.

Steve Jobs

Le persone che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo sono coloro che lo cambiano davvero”. E Steve Jobs il mondo lo ha cambiato davvero, a partire da un garage. È infatti nel garage dei suoi genitori che fonda la Apple Computer con il suo amico e collega Steve Wozniak. È il 1976 e per finanziarsi Jobs vende il suo furgone, Wozniak la sua calcolatrice scientifica. Il tutto solo per pochi dollari. Eppure con la forza delle loro idee riescono a superare le difficoltà iniziali e nel giro di qualche anno portano l’azienda ai vertici. Nel 1985 Steve Jobs va, però, in rotta con l’amministratore della Apple ed è costretto ad abbandonare la sua creatura. Una “pausa” dolorosa che è, in realtà, il preludio di un nuovo periodo magico. Tornato in azienda nel 1996, Jobs dà infatti il via a una serie ininterrotta di successi: dall’iMac all’iPod, dall’iPad all’iPhone. La mela è ormai leggenda..

Michael Jordan

Passo dopo passo. Non conosco altra maniera per raggiungere i successi”. Una frase che racconta molto bene la vita di Michael Jordan, il più grande giocatore di pallacanestro della storia. Escluso dalla squadra di basket della sua scuola perché giudicato troppo basso dall’allenatore, Jordan non si arrende e continua a inseguire il proprio sogno. Un sogno che comincia a prendere forma nel 1984, quando entra nei Chicago Bulls. Con Jordan la squadra vince il campionato NBA negli anni 1991-93 e 1996-98, ottenendo tre titoli di seguito. Dopo un inaspettato ritiro dalle scene nel 1993 e una breve parentesi nel baseball, Jordan torna in NBA nel 1995 continuando a inanellare successi. Nella mia vita ho sbagliato più di novemila tiri, ho perso quasi trecento partite, ventisei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l’ho sbagliato. Ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto”.