NON SOLO SALONE DEL MOBILE: FUORISALONE E MILAN DESIGN WEEK

L'opera dell'artista JR che ricopre la stazione centrale di Milano al Fuorisalone 2024

Correva l’anno 1961 quando il COSMIT (Comitato Organizzatore del Salone del Mobile Italiano) inaugurò il primo Salone del Mobile Italiano. Una fiera di settore raggiunge dopo poche edizioni, più precisamente nel 1967, raggiunge una dimensione internazionale.
Negli anni ’70, il Salone del Mobile di Milano ha consolidato la sua fama oltre i confini italiani, diventando un punto di riferimento nel settore del design e dell’arredamento. L’evento ha registrato una notevole crescita, attrattiva sempre più espositori e visitatori provenienti da tutto il mondo. Durante questo periodo, l’innovazione nel design è stata particolarmente evidente, contribuendo a definire l’estetica dell’epoca.


Nel corso degli anni ’80, il design italiano ha continuato a dominare la scena grazie all’utilizzo di nuove tecnologie e materiali, con aziende come Cassina, B&B Italia, Moroso e Kartell che hanno presentato pezzi iconici che hanno definito l’estetica del decennio. Nel 1983, la rivista Abitare ha riconosciuto per la prima volta l’emergere del “Fuorisalone“, un insieme di attrazioni fieristiche estese al di fuori dell’area fieristica. Questo ha segnato una svolta nelle forme espositive del design e nel rapporto con l’ambiente urbano.

Una fotografia d'epoca del Salone del Mobile dagli anni 90

Negli anni ’90, il Salone del Mobile ha continuato a prosperare, diventando sempre più internazionale. Oltre alle aziende italiane, sempre più espositori provenienti dal resto del mondo hanno partecipato all’evento, portando una varietà di influenze culturali e stilistiche. Questo ha portato a una maggiore diversità di design esposti, che spaziava dal minimalismo giapponese alla post-modernità americana.

Ma proprio l’annata del 1990 segnò una svolta: il COSMIT spostò il Salone del Mobile da settembre ad aprile 1991 occupando tutti gli spazi disponibili. Nel settembre 1990, durante la pausa estiva del Salone, Gilda Bojardi di Interni ha organizzato la prima Designer’s Week, una rete di showroom in città, dando vita alla prima guida ufficiale del Fuorisalone. Anche se breve e interrotta dopo la seconda edizione, questa iniziativa ha dato un grande impulso all’evento Fuorisalone e alla creazione delle prime guide del settore a Milano. Riviste come Interni hanno anche contribuito a cambiamenti significativi, come la realizzazione di installazioni a tema senza intenti commerciali a partire dal 1998, che hanno ridefinito l’uso degli spazi pubblici e si sono stabiliti nei chiostri dell’Università Statale dieci anni dopo. Questo nuovo approccio del design alla città e ai suoi visitatori è stato supportato dal COSMIT, che ha aperto il Salone anche al pubblico non specializzato, il quale, grazie alle crescenti iniziative extra moenia, ha sviluppato un nuovo interesse culturale e di consumo. 

La Fuorisalone e Milano Design Week nel nuovo millennio: crescita, innovazione e punti di riferimento iconici

Negli anni 2000, il Fuorisalone e Milano Design Week hanno vissuto una fase di espansione e consolidamento, con diversi sviluppi significativi. Uno di questi è stato l’emergere della Zona Tortona come uno dei principali poli del design durante la Milano Design Week. Tra il 1998 e il 2000, un gruppo di professionisti del settore aveva aperto uno spazio in via Savona 11, noto come Recapito Milanese, che ha contribuito a dare vita al concetto di Zona Tortona. Questa zona è diventata ufficialmente riconosciuta nel 2002 e ha rapidamente attirato l’attenzione di aziende, designer e visitatori internazionali.
In particolare, Cappellini (ora Cap Design) ha giocato un ruolo significativo nell’evoluzione della Milano Design Week. Negli anni 2000, Cappellini ha organizzato mostre e eventi spettacolari al Superstudio Più, situato in via Tortona 27, diventando una tappa imperdibile durante il Fuorisalone. Questi eventi non solo hanno mostrato le ultime creazioni dell’azienda, ma hanno anche contribuito a creare un’atmosfera vibrante e innovativa che ha caratterizzato la Zona Tortona.
Allo stesso tempo, il Gruppo Quid e Design Plaza hanno sfruttato il potenziale dell’Umanitaria, una location suggestiva nel cuore di Milano. Dal 2002 al 2006, il Gruppo Quid ha organizzato eventi di successo presso i Chiostri dell’Umanitaria, che hanno contribuito a consolidare la reputazione di questa sede come destinazione di rilievo per il Fuorisalone. Design Plaza, ospitata all’interno degli stessi Chiostri, è diventata una vetrina per aziende di arredamento bagno e rubinetterie, oltre a essere un luogo per scoprire talenti emergenti nel mondo del design.
Questi sviluppi hanno contribuito a rendere la Milano Design Week un evento sempre più importante a livello internazionale, attrarre migliaia di visitatori da tutto il mondo e consolidare la reputazione di Milano come capitale mondiale del design.

Delineodesign: studio emergente al Salone Satellite 2002

Tra le innumerevoli aziende che hanno contribuito a plasmare la storia del Salone, si distingue anche DelineoDesign, entrata a far parte del panorama espositivo nel 2002. La storia di DelineoDesign al Salone del Mobile inizia proprio in quell’anno, con la sua prima partecipazione come designer al Salone Satellite, una sezione speciale del Salone del Mobile dedicata ai giovani designer emergenti e alle nuove tendenze nel campo del design.
I progetti presentati in occasione di quella edizione del Salone Satellite sono stati numerosi, desideriamo evidenziarne alcuni.

Le poltroncine Elle Concept, progettate per il Salone Satellite del 2002

Elle concept

Si tratta di fatto del primo articolo presentato al Salone del Mobile nella storia dello studio Delineo. Il progetto Elle concept è partito da un elemento in poliuretano schiumato flessibile stampato ad iniezione. Un cubo di lato “ELLE” è stato tagliato e sagomato lungo gli assi di deformazione. Ne è emersa una comoda poltroncina.

Le poltrone Spline, progettate per il Salone Satellite del 2002

Spline

Il design di Spline nasce con l’ironia di sfidare il vento. C’è chi trova interessante un Phon aerodinamico o una cucina studiata in galleria del vento. Noi siamo entrati in galleria per vedere che effetto faceva, ma vedendo che il vento spettinava i nostri capelli abbiamo capito che era meglio far disegnare al vento un pezzo di resina, ovvero Spline.

Le lampade Simpaty, progettate per il Salone Satellite del 2002

Simpaty

Le lampade Simpaty partono da un concetto molto semplice: un foglio arrotolato. Vengono infatti realizzate da un unico foglio di metacrilato colorato e termoformato tramite riscaldamento, che diventa luminoso quando si accende. I suoi bordi lucidati nelle versioni fluorescenti si colorano di luce propria ed esaltano il design della lampada. La trasparenza cristallina del diffusore, sprigiona freschezza e prestigio. Simpaty, progettata da Delineo design, si fa notare per l’assoluta cura dei dettagli, l’assenza di elementi di fissaggio e quindi l’attenzione al design finale.

TricTrap

Tric Trap è una console da relax, una console egocentrica, pensata per l’uomo di oggi che attorno a sé pretende la comodità di avere tutto ciò che serve in determinate situazioni di relax. Tric Trap è una specie di sdraio da appartamento di design. È regolabile in altezza, dotata di un tavolino accessorio porta tutto. Per un telefonino, un telecomando, un drink, un giornale ecc. Interamente ri-pieghevole, salva spazio, adatto quindi alle piccole case di oggi.

Design elegante al Salone del Mobile: La Collezione Xilo

Nelle edizioni più recenti del Salone del Mobile, Delineo ha continuato a stupire e far parlare di sé con nuove creazioni che combinano forma, funzionalità ed estetica. Ed è tra queste novità che spicca la collezione Xilo, un tavolino e una madia in lastre di metallo disegnati per la celebre De Castelli.

Il tavolo in metallo Xilo, disegnato per De Castelli

Xilo Table

Presentato al Salone del Mobile nel 2023, la sua estetica si ispira all’Art Nouveau, caratterizzata da forme sinuose e raffinate che si alternano in modo irregolare. ll tavolino Xilo è composto da lastre in ottone in spessore, stondate alle estremità e di diverse lunghezze, piegate e accostate con irregolarità per creare un movimento ritmato e armonico che si fonde con la struttura portante.

Per dare valore ai metalli e alle sue lavorazioni, ogni elemento presenta una distintiva trama di impronte che si ripete per l’intera superficie. Xilo entra facilmente in simbiosi con l’ambiente in cui viene inserito, trasformandosi a seconda dell’esigenza sia nella forma, che nella funzione. Grazie infatti alla struttura modulare, a cui abbiamo pensato, Xilo può assumere diverse forme geometriche ed essere un tavolino ma allo stesso tempo potrebbe diventare una panca.

È quindi una vera e propria scultura in metallo che esalta e unisce le tecniche artigianali, l’eccellenza produttiva dell’azienda e uno studio approfondito di product design applicato sull’arredamento. I segni impressi sulla superficie di Xilo sono memoria di una lavorazione manuale che testimonia l’elevata capacità artigianale di De Castelli e sono l’esito della continua ricerca sulla materia.

Xilo Wall

Realizzato con maestria artigianale, questo complemento di arredo vanta lastre metalliche lavorate con cura, che creano un’armoniosa sinfonia di forme e linee. Xilo Wall evoca l’immagine di una cascata metallica, con un movimento ritmato che cattura lo sguardo.

Le ante apribili presentano piccoli disallineamenti che conferiscono un ulteriore tocco chiaroscurale e dinamico alla vista. Il piano superiore, completamente piano e rifinito con metallo lavorato, offre una pratica superficie d’appoggio.