ECONOMIA CIRCOLARE: circular design e i prodotti del futuro

Tampone antigene riutilizzabile, un simbolo dell'economia circolare ed ecosostenibile

Solo i prodotti più sostenibili saranno venduti in Europa e consentiranno ai consumatori di risparmiare energia, riparare e non sostituire i prodotti rotti e compiere scelte ambientali intelligenti quando ne acquistano di nuovi”.

Frans Timmermans, vice-presidente esecutivo della commissione responsabile del Green Deal, 30 marzo 2022 

Cos’è l’economia circolare?

L’economia circolare è un modello di produzione e consumo che implica condivisione, prestito, riutilizzo, riparazione, ricondizionamento e riciclo dei materiali e dei prodotti esistenti il più a lungo possibile. In questo modo si estende il ciclo di vita dei prodotti, contribuendo a ridurre i rifiuti al minimo. I principi dell’economia circolare contrastano con il tradizionale modello economico lineare, fondato invece sul tipico schema “estrarre, produrre, utilizzare e gettare”. Il modello economico tradizionale implica la disponibilità di grandi quantità di materiali ed energia facilmente reperibili e a basso prezzo.

È quindi necessario uno sviluppo sostenibile, ovvero la capacità di equilibrare la sostenibilità sociale, quella economica e quella ambientale. Gli elementi chiave sono: rispetto dell’uomo e dell’ambiente.

Perché oggi parliamo di sostenibilità e circolarità?

Confrontando i periodi 1980-1999 e 2000-2019 i numeri parlano chiaro: sono aumentate le persone colpite da catastrofi e sono ben 6.681 i disastri legati al clima nel secondo periodo rispetto ai 3.656 del primo. Ma ci sono altri dati che ci fanno capire qual è la situazione e il motivo delle numerose proteste.
Lo sapevi che ogni anno l’impatto ambientale della popolazione mondiale è di 55 gigatoni di CO2 e in UE vengono prodotti 2,5 miliardi di tonnellate di rifiuti.

Direttive della Commissione europea

In questi anni sono state approvate diverse direttive europee nell’ambito dell’economia circolare. Tra le più importanti ricordiamo l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile con 17 obiettivi definiti da raggiungere in ambito ambientale, economico, sociale e istituzionale; e il CEAP (Circular Economy Action Plan) che promuove una serie di misure per garantire la progettazione di prodotti sostenibili, pensati per durare più a lungo ed essere più facili da riutilizzare, riparare, riciclare.

Inoltre sono previste delle iniziative future molto rilevanti: 
Dal 2023 verranno disposte delle norme armonizzate per la raccolta, la cernita, il riutilizzo, la preparazione ai fini del riutilizzo e il riciclo. Per di più è previsto un nuovo piano industriale per l’era NET-ZERO. 
Dal 2024 ci saranno delle specifiche vincolanti di progettazione ecocompatibile e l’obbligo per le grandi imprese di rendere pubblico il numero di prodotti che buttano e verrà introdotto il passaporto digitale con parametri di circolarità e sostenibilità.
Inoltre per evitare il rischio che la produzione sia trasferita dall’Unione ad altri paesi con obiettivi di riduzione delle emissioni più contenuti […] la Commissione ha istituito un adeguamento del carbonio alle frontiere (CARBON BORDER ADJUSTMENT MECHANISM)[…].In vigore da ottobre 2023, in transizione fino al 2025. Infine entro il 2027 il Parlamento Europeo esplicita l’obbligo del bilancio di sostenibilità per (quasi) tutte le imprese. 

Il mercato della sostenibilità

Dopo il Covid19 è aumentata l’attenzione all’ambiente ed è nato un nuovo comportamento d’acquisto, il 65% dei rispondenti all’indagine McKinsey Consumer Sentiment on Sustainability (2020) in fashion programma di acquistare beni più durevoli e il 57% programma di riparare beni già in possesso piuttosto che comprarne di nuovi.
La ricerca Capgemini (2020) sottolinea che il 53% dei consumatori hanno già iniziato a comprare da brand meno noti perché evidentemente sostenibili ma solo il 24% delle aziende crede che il consumatore possa realmente fare questo passo.
Nel 2022 il 73% dei consumatori crede che sia importante che le aziende intraprendano azioni a favore dell’ambiente e il 39% preferisce un brand ad un altro se questo supporta una causa in cui crede.

Le pressioni finanziarie hanno diminuito gli investimenti sostenibili, ma ancora i 2/3 dei consumatori dichiarano di essere disposti a pagare di più per dei prodotti sostenibili. Inoltre si registra una certa diffidenza verso le aziende che si dichiarano sostenibili con poche informazioni (greenwashing).

Come saranno i prodotti del futuro?

Il design è l’elemento strategico dell’economia circolare. Parliamo di circular design in quanto ha un ruolo centrale nel creare e diffondere nuovi modelli di produzione, recuperare il valore delle risorse e dell’energia attraverso scelte progettuali strategiche. Vanno ripensati prodotti, modelli economici, città, sistemi lineari.
Bisogna adottare un approccio sostenibile – lineare per sostituire il materiale di origine petrolchimica con un materiale biodegradabile e un approccio circolare per passare da usa-e-getta a riutilizzabile.
Per creare una vera economia circolare è necessario passare dai 4 step del design circolare (comprendi, definisci, crea e rilascia) e da una serie di strategie che facciano rientrare una serie di principi nei processi di progettazione. Le tecniche e i concetti della progettazione del design industriale e industrial product, da questo punto di vista, si può rivelare particolarmente utile.

Non esiste un unico modo per progettare un prodotto o un servizio che non crei sprechi e inquinamento o un modello di business che mantenga i prodotti in uso per anni e anni. I tre principi dell’economia circolare (reduce, reuse, recycle) non dettano le modalità con cui devono essere raggiunti, ma lasciano la porta aperta a innumerevoli strategie e innovazioni. Ci sono comunque alcune strategie che sembrano avere più regolarmente successo di altre.

CIRCULAR DESIGN WORKSHOP con il team Delineo

A proposito di questo tema Giampaolo Allocco assieme a Anna Zandanel hanno tenuto, in Delineo, un webinar il 16 febbraio 2023 per presentare il CIRCULAR DESIGN WORKSHOP destinato alle aziende, in collaborazione con Certottica, istituto italiano di certificazione dei prodotti ottici. Questo è strutturato in due parti, la prima è destinata a più aziende della stessa categoria, un workshop interaziendale dalla durata di 6 giornate (1 settimana) e 1/2 giornata di consulenza per ogni azienda partecipante; la seconda parte è destinata ad aziende singole su specifiche necessità, un circular personal trainers di 6 giornate o più e 3 giorni di consulenza, 2 preparatori e 1 di check.

I vantaggi per le aziende sono l’aggiornamento su tematiche complesse e necessarie in tempi brevi e l’allineamento a requisiti attuali e nascenti, l’acquisizione di know-how sulla progettazione circolare per i progettisti interni, la possibilità di ampliamento della gamma di prodotti attuale, l’individuazione di nuovi business e il miglioramento della competitività.

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