La fiera Prowinter, che quest’anno si è tenuta l’11 e 12 gennaio 2023, rappresenta il punto d’incontro B2B per il mondo della montagna, del noleggio e del retail. In quest’occasione, durante la Prowinter Award sono stati premiati i migliori modelli di sci e scarponi da pista per la stagione 23/24.

Delineo Design trionfa a Prowinter 2023 con lo scarpone Recon Boa 120 per K2

Per la categoria ‘Scarponi’ ha vinto il Recon Boa 120, lo scarpone da sci, disegnato da Delineo design per il brand americano K2, conquistato il prestigioso Prowinter Award Retail nella categoria “Scarponi”. Questo riconoscimento sottolinea l’eccellenza del design italiano nel settore degli sport invernali.

“L’innovazione del boa inizia una nuova era volta al comfort e alla possibilità di adattare lo scarpone al proprio piede, coprendo una vasta gamma di clienti. Il modello K2 Recon Boa interpreta perfettamente l’introduzione del boa in un prodotto essenziale e leggero. È interessante la costruzione dello scafo con un design innovativo e dettagli tecnici curati e dettagliati. Lo storytelling spiega molto bene i vantaggi sia tecnologici che di comfort che il prodotto porta al cliente finale.”

Caratteristiche principali del Recon Boa 120 per K2:

  • Sistema di chiusura BOA® Fit System: per una calzata precisa e personalizzata.
  • Costruzione Powerlite Shell: che garantisce leggerezza senza compromettere la rigidità.
  • Compatibilità GripWalk®: per una camminata più naturale e sicura.
  • Scarpetta PrecisionFit Pro: termomodellabile per un comfort su misura.

Queste caratteristiche rendono il Recon Boa 120 uno degli scarponi più avanzati nel panorama degli sport invernali, offrendo agli sciatori un’esperienza senza precedenti.

Il Prowinter Award Retail: un riconoscimento all’eccellenza

Il Prowinter Award Retail è un premio assegnato ai prodotti più innovativi e vendibili della stagione. Il Recon Boa 120 è stato selezionato per la sua combinazione di design all’avanguardia e funzionalità, rappresentando un punto di riferimento per gli operatori del settore e confermando una volta ancora il lavoro di eccellenza svolto da Delineo design.

Delineo Design, studio con sede a Montebelluna, è noto per la sua expertise nel design industriale applicato allo sport. Fondato da Giampaolo Allocco, lo studio ha collaborato con marchi internazionali come in questo caso con K2.

Il team di Delineo adotta un approccio integrato, combinando ricerca, ergonomia e innovazione per creare prodotti che rispondano alle esigenze degli atleti e del mercato. Il Recon Boa 120 ne è un esempio emblematico.

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FAQ

Cos’è Prowinter e a chi è rivolta?

Prowinter è una fiera B2B dedicata agli sport invernali, che si tiene annualmente a Bolzano. È rivolta a operatori del settore neve, aziende di articoli tecnici, designer di attrezzature outdoor e produttori di attrezzature sportive.

Quali categorie di prodotti sono state premiate al Prowinter Award Retail?

Le categorie premiate includono sci e scarponi da pista, sci e scarponi allround, sci e scarponi da scialpinismo, oltre a zaini e calzature del segmento outdoor.

Quali sono le caratteristiche del K2 Recon Boa 120?

Il K2 Recon Boa 120 è uno scarpone da sci che integra il sistema di chiusura BOA, offrendo leggerezza, design innovativo e dettagli tecnici curati.

Parola d’ordine? Condivisione

Nell’era di quella che ormai è stata definita come sharing economy, economia della condivisione, anche gli spazi lavorativi vengono condivisi. Sempre di più liberi professionisti, freelance o aziende decidono di lavorare in spazi di coworking. Si tratta di una scelta e di una visione che concepisce lo spazio lavorativo come un modo per entrare in contatto con realtà e luoghi dove far convergere competenze e talenti.

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Delineo Design, lo studio di design industriale fondato da Giampaolo Allocco nel 1999 a Montebelluna, ha recentemente inaugurato un nuovo spazio coworking all’interno della propria sede. Questa iniziativa rappresenta un’evoluzione naturale del percorso dello studio, che da oltre vent’anni si distingue per la sua capacità di coniugare creatività, innovazione e funzionalità in ambiti diversi come lo sport, il food, l’interior e l’industrial design.

Un ambiente pensato per la collaborazione e la contaminazione creativa

Il nuovo spazio coworking di Delineo Design è stato concepito come un luogo aperto e dinamico, dove professionisti, creativi e aziende possono incontrarsi, condividere idee e sviluppare progetti in un contesto stimolante e innovativo. L’ambiente è stato progettato per favorire la collaborazione e la contaminazione tra discipline diverse, offrendo postazioni di lavoro flessibili, aree comuni per il networking e spazi dedicati a workshop e presentazioni.

Un design che riflette l’identità di Delineo

La progettazione dello spazio coworking rispecchia l’approccio distintivo di Delineo Design, che combina estetica e funzionalità per creare ambienti che stimolano la creatività e il benessere. Materiali naturali, arredi ergonomici e soluzioni tecnologiche all’avanguardia si integrano armoniosamente per offrire un’esperienza di lavoro confortevole e produttiva. L’illuminazione naturale, l’acustica curata e la presenza di elementi verdi contribuiscono a creare un’atmosfera accogliente e ispirante.

Conclusione

L’apertura dello spazio coworking da parte di Delineo Design rappresenta un esempio concreto di come un’azienda possa evolversi e adattarsi ai cambiamenti del mercato, offrendo soluzioni innovative che rispondono alle esigenze dei professionisti contemporanei. Un’iniziativa che conferma l’impegno dello studio nel promuovere la cultura del design e nel contribuire allo sviluppo del territorio attraverso la creazione di spazi che favoriscono la creatività e la collaborazione.

Giovedì 27 ottobre 2022, Giampaolo Allocco sarà a Lubiana, Slovenia, per ritirare un doppio premio: il Big See Product Design e il Big See Wood Design 2022. Il primo per aver disegnato, insieme allo studio Delineo design, il Rocko Carbon, il porta borraccia super leggero realizzato per l’azienda Elite Cycling. Il secondo, invece, per aver disegnato l’innovativa seduta posturale Tarta Task Chair, per l’azienda Tarta.

Il trail running è sempre più amato. Correre in libertà nella natura è infatti il migliore antidoto allo stress quotidiano. Purché venga fatto con le scarpe giuste, però. Ecco i nostri consigli.

È il trail running è stato uno degli sport di tendenza a partire dall’estate 2022 ed oggi ancora di grande attrazione. Dopo l’annus horribilis della pandemia, è infatti esplosa la voglia di vivere esperienze a diretto contatto con la natura e di praticare attività fisica all’aria aperta. Ovvio dunque che il trail running, con le sue corse in libertà nella natura, suscitasse l’interesse di tante persone. Tanto più che correre su terreni non asfaltati, richiede un livello di concentrazione così alto da risultare una vera panacea per lo stress quotidiano.

A rivelare questo trend sono le aziende del settore. Dai dati emerge infatti che oggi i prodotti per il trail running non sono acquistati solo dai professionisti, ma anche e sempre più dai neofiti della corsa e dai camminatori di montagna. Due profili diversi accomunati, però, dallo stesso desiderio di outdoor e movimento e attratti dalla tecnicità dei prodotti idonei a queste performance.

In particolare, i camminatori di montagna sono in forte crescita in Italia. Secondo i dati di ISNART (Istituto Nazionale Ricerche Turistiche), circa il 39% degli italiani in vacanza ha praticato trekking nell’estate 2020 e si prevede che i numeri si ripeteranno negli anni a seguire. Un popolo di “camminatori” che in un futuro prossimo potrebbe anche correre e che nell’immediato apprezza la versatilità e la leggerezza delle scarpe da trail running.

Cosa rende uniche le scarpe da trail running?

La scelta delle scarpe è fondamentale per ogni trail runner che si rispetti. Soltanto con le scarpe giuste, infatti, si può correre veloci su terreni non asfaltati e scongiurare incidenti.

Le scarpe da trail running disponibili sul mercato sono tante e pensate per ogni esigenza. Prima di acquistare le scarpe, bisogna perciò porsi alcune domande. Su quale tipologia di terreno andremo a correre? Quale distanza percorreremo? Qual è il nostro peso? In base alle risposte, potremo scegliere la scarpa da trail running adatta a noi.

A prescindere dai nostri obiettivi, le scarpe da trail running dovranno essere sempre e comunque confortevoli e garantire una buona tenuta e aderenza. Il piede deve essere ben fasciato per evitare infortuni. La suola deve assicurare un’ottima aderenza su terreni sconnessi, fangosi o bagnati per poter correre in sicurezza.  

L’ammortizzazione nelle scarpe da trail running è importante come in quelle da corsa su strada, per offrire un contatto più sicuro con il terreno accidentato ma anche con la stabilità necessaria. Il drop (vale a dire la differenza tra il tallone e la punta della scarpa) è in genere medio/basso, perché una differenza eccessiva mette a rischio la sicurezza del passo, aumentando le probabilità di una distorsione. La tomaia delle scarpe da trail running è rinforzata e stabile per sopportare le numerose sollecitazioni del terreno. Spesso è utilizzata una copertura rinforzata per proteggere l’avampiede dagli urti accidentali.

Progettazione delle scarpe da trail running

Reattive, leggere, resistenti, versatili. Sono questi gli aggettivi che descrivono le scarpe da trail running che Delineo Design ha progettato per Scarpa, azienda di eccellenza nel settore della produzione di scarpe da montagna.

Per Scarpa abbiamo disegnato quattro linee di scarpe da trail running: Proton, Neutron, Atom e Spin. Questi modelli hanno poi dato il via allo sviluppo dei modelli successivi. Progetti performanti studiati per soddisfare i Trail Runner più esigenti. Quattro diversi studi di industrial product design di calzature tecniche per quattro calzature tecniche realizzate per uno sport all’aria aperta, con molti punti in comune ma allo stesso tempo molto diverse tra loro.

Vediamoli insieme.

Proton

Proton è la prima scarpa da trail running della linea Alpine Running Shoes, disegnata per Scarpa. Un progetto nato dalla volontà dell’azienda di avere un prodotto per il trail running versatile ma anche per Hiking e adatto alle lunghe distanze. La linea Alpine Running è composta da tre scarpe dal peso differente, pensate per correre su diverse distanze.

Proton è una scarpa stabile e strutturata che fornisce un ottimo grip in tutte le tipologie di fondo. La sua tomaia è resistente ma allo stesso tempo morbida e confortevole, offrendo così una elevata protezione dagli urti accidentali e un perfetto supporto al piede. La griglia laterale Exoskeleton in TPU iniettato avvolge la scarpa, garantendo il contenimento del piede soprattutto nelle lunghe distanze. La conchiglia rigida Heel Cage nel tallone assicura rigidità e stabilità alla caviglia.

Il cuore di Proton è però nella suola, caratterizzata da tasselli con una straordinaria funzione tecnica. In particolare, quelli più esterni e perimetrali alla suola hanno una forma che permette un maggiore ancoraggio al terreno in fase di spinta e un’ottima stabilità in fase di discesa. I tasselli più centrali, invece, sono maggiormente distanziati tra loro per favorire un efficace rilascio di fango e detriti e per ottimizzare l’aderenza della suola.

La scarpa da trial running Proton. disegnata per l'azienda Scarpa

Neutron

Neutron è il secondo modello della linea Alpine Running Shoes di Scarpa, progettato per la corsa su medie distanze. Più leggera di Proton e con un volume contenuto, questa scarpa permette una performance elevata, agile e reattiva. La tomaia è contraddistinta dal mesh traspirante e dalla struttura principale che forma una gabbia solida ed ergonomica. La punta e il tallone sono protetti da inserti rafforzati con scanalature orizzontali e verticali che garantiscono stabilità. Neutron è stata progettata anche in versione donna e in Gore-Tex®.

La scarpa da trail running Neutron. disegnata per l'azienda Scarpa

Atom

Atom è la terza scarpa della linea Alpine Running Shoes. Destrutturata, ridotta nei pesi e negli ingombri, Atom è stata progettata appositamente per gli allenamenti su ritmi veloci e gare corte. La struttura è pensata per atleti al di sotto dei 70 kg di peso. Il mesh della tomaia è a cellula aperta per permettere un’alta traspirabilità.

Atom è una scarpa molto reattiva e può essere apprezzata anche da coloro che preferiscono uno stile di corsa incentrato sull’avampiede. Grazie al tenser perimetrico contentivo, il tallone rimane stabile e permette al piede la massima aderenza al terreno.

La scarpa da trail running Atom. disegnata per l'azienda Scarpa

Spin

250 grammi di peso e un drop di soli 4 mm. Parliamo di Spin, la quarta scarpa da trail running progettata per Scarpa e capostipite dell’ultima generazione attualmente in commercio. Una scarpa leggera ma estremamente performante, adatta alla corsa su qualsiasi tipo di terreno.

Spin è frutto di uno studio sui movimenti del piede in fase di corsa. Il risultato è una calzatura all’apparenza semplice e lineare, che a uno sguardo più attento rivela invece caratteristiche uniche rispetto alle altre scarpe da trail running.

Per creare questi 250 grammi di pura performance, Delineo ha collaborato durante la fase di ideazione e progettazione con il grande alpinista Ueli Steck. La sua esperienza sul campo ci ha aiutato a comprendere meglio le esigenze degli atleti, permettendoci di realizzare una calzatura reattiva, veloce e stabile.

La tomaia è costruita in un tessuto traspirante e leggero, sorretto da un scheletro plastico morbido che garantisce il contenimento del piede durante la corsa, senza rendere la scarpa troppo rigida.

Nella parte frontale è stato studiato un rinforzo per migliorare la rullata del piede durante la corsa. Una tasca nella parte superiore della lingua consente di inserire i lacci per non creare inciampi. 

Il punto di forza di Spin è, però, nella sua suola. Una suola bi-materica che garantisce una flessibilità e una capacità di torsione notevoli, nonostante lo spessore ridotto.⁠ La scarpa ha, infatti, una intersuola iniettata realizzata in EVA che risulta più alta sul profilo laterale. I denti a forma di uncino hanno uno spessore di circa 5mm e danno la giusta spinta e il giusto rilascio di materiale durante la corsa. La tecnologia Vibram Megagrip, basata su una nuova mescola di gomma ad alte prestazioni, ha un grip eccellente sia su superfici asciutte che bagnate. 

Una scarpa compatta e minimale, dal design grintoso e leggero.

La scarpa da trail running Spin. disegnata per l'azienda Scarpa

FAQ

Quali sono le caratteristiche fondamentali di una scarpa da trail running?

Una scarpa da trail running deve offrire:
Grip elevato: suola con tasselli profondi per aderenza su terreni irregolari.
Ammortizzazione: intersuola che assorbe gli impatti su superfici dure.
Protezione: rinforzi su punta e tallone contro ostacoli naturali.
Stabilità: struttura che supporta il piede su percorsi accidentati.
Impermeabilità e traspirabilità: materiali che mantengono il piede asciutto in diverse condizioni climatiche.

Come influisce il tipo di terreno sulla scelta delle scarpe da trail running?

Il terreno determina la configurazione ideale della scarpa:
Terreni fangosi: suola con tasselli profondi e distanziati per evitare accumuli.
Terreni rocciosi: intersuola rigida e protezioni contro urti.
Terreni misti: scarpe versatili con buon equilibrio tra grip e ammortizzazione.

Qual è la differenza tra scarpe da trail running e scarpe da corsa su strada?

e scarpe da trail running sono progettate per terreni irregolari e offrono:
Maggiore trazione: suole con tasselli pronunciati.
Protezione aggiuntiva: rinforzi contro ostacoli naturali.
Struttura più robusta: materiali resistenti all’usura.
Al contrario, le scarpe da corsa su strada sono più leggere, con suole lisce e meno protezioni, adatte a superfici uniformi.

Come scegliere la scarpa da trail running in base alla distanza della corsa?

La distanza influisce sulla scelta:
Corte (fino a 15 km): scarpe leggere e reattive.
Medie (15-50 km): equilibrio tra comfort e prestazioni.
Lunghe (>50 km): massima ammortizzazione e supporto.

Quali sono le innovazioni tecnologiche nella progettazione delle scarpe da trail running?

Le innovazioni includono:
Materiali avanzati: tessuti leggeri e resistenti.
Sistemi di allacciatura rapida: per una calzata sicura.
Intersuole con schiume reattive: per migliorare l’energia restituita.
Tecnologie di impermeabilizzazione: come membrane GORE-TEX.

Quali sono i vantaggi dell’utilizzo di prototipi nella progettazione di scarpe da trail running?

I prototipi permettono di:
Testare il design: valutare comfort e performance.
Identificare miglioramenti: prima della produzione in serie.
Ridurre i costi: evitando errori nella fase finale.
Personalizzare il prodotto: in base al feedback degli atleti.

Come influisce la scelta dei materiali sulla performance delle scarpe da trail running?

La scelta dei materiali determina:
Peso complessivo: materiali leggeri migliorano la velocità.
Traspirabilità: tessuti tecnici mantengono il piede asciutto.
Resistenza: materiali robusti aumentano la durabilità.
Flessibilità: materiali elastici favoriscono il movimento naturale.

Quali sono le considerazioni chiave nella progettazione di scarpe da trail running per aziende sportive?

Le aziende devono considerare:
Target di mercato: principianti, intermedi o professionisti.
Tipologia di terreno: adattabilità a diversi ambienti.
Materiali sostenibili: per rispondere a esigenze ecologiche.
Design ergonomico: per comfort e performance ottimali.
Tecnologie brevettate: per differenziarsi dalla concorrenza.

L’interior design oggi punta sulla personalizzazione. Tra soluzioni su misura e arredi modulari, in grado di adattarsi a qualsiasi gusto ed esigenza.

Personalizzazione. È questa una delle tendenze dell’interior design contemporaneo. Lo dimostrano i progetti pubblicati nelle principali riviste di settore e lo conferma la gamma infinita di materiali, finiture e accessori offerta da tante aziende di arredamento. Un trend partito già da qualche anno destinato a crescere sempre più in ogni ambito: dagli hotel ai ristoranti, dagli uffici alla casa. Obiettivo comune: creare ambienti confortevoli ed emozionali, in grado di comunicare calore e unicità.

Già, a contare oggi nell’arredamento è soprattutto l’unicità e dunque l’interior design personalizzato. E non parliamo soltanto del colore da dare a una parete o di quale tessuto scegliere per le sedute. La personalizzazione può investire ormai ogni più piccolo dettaglio, permettendo di ottenere progetti completamente cuciti sui gusti e sulle esigenze di ciascun cliente. Un approccio sartoriale amato dai progettisti che possono così esprimere a pieno il proprio estro creativo.

La personalizzazione come risposta alla flessibilità

La personalizzazione non si lega, però, solo al desiderio di rifuggire la standardizzazione. Progettare su misura offre anche una risposta alle esigenze di flessibilità degli interni contemporanei. Tra le pareti domestiche così come negli spazi pubblici. Oggi gli interni sono, infatti, sempre più ibridi e multifunzionali. La casa è diventata anche un ufficio, l’ufficio è sempre più simile a una casa, i bar e i ristoranti ricordano le atmosfere accoglienti di un salotto. Spazi dai confini sfumati e dalle funzioni mutevoli che richiedono arredi altrettanto versatili, capaci di cambiare continuamente in base alle esigenze e alle situazioni.

La customizzazione nell’arredamento bar

Come dicevamo, la personalizzazione non è una parola chiave solo nella progettazione degli ambienti residenziali. Essere unici è un obiettivo sempre più ricercato anche da uffici, negozi e luoghi dell’ospitalità. Dai bar, per esempio.

Sì, i bar non sono più solo locali in cui prendere un caffè veloce, ma si sono trasformati in luoghi dove lavorare o socializzare. Spazi multifunzionali che per attrarre clienti e diventare un loro appuntamento fisso non possono limitarsi soltanto alla qualità dei prodotti offerti e alla bravura dei baristi. Oggi in un bar a fare la differenza è spesso anche l’arredamento. Lo stile d’arredo, infatti, non solo comunica l’identità del bar (e dunque del suo proprietario), ma permette di creare una connessione autentica con i clienti.
Stile vintage o moderno? Arredo classico o eclettico? Colori naturali o tonalità vitaminiche? Poco importa. Ciò che conta è che il locale sia dotato di una personalità ben definita, in cui ognuno possa riconoscersi in base al proprio carattere e ai propri gusti.

Per questo ultimamente la tendenza è quella di affidarsi a designer e architetti per la progettazione di bar e caffetterie. E sempre per questo le aziende specializzate nella produzione di mobili per bar, pasticcerie e gelaterie hanno cominciato a proporre soluzioni d’arredo modulari e ampiamente personalizzabili. Un esempio su tutti, IFI e il suo innovativo bancone bar Style Up disegnato dallo studio Delineo.

Style Up, il bancone bar personalizzabile progettato da Delineo per IFI

Style Up è il bancone bar firmato da Delineo per IFI. Un sistema modulare completamente personalizzabile che permette a ognuno di esprimere il proprio stile e la propria personalità. Il progetto sviluppato partendo dall’esperienza di Delineo sull’industrial design e il design di prodotto, offre infatti, una scelta infinita di combinazioni, finiture e accessori, pensate per ogni situazione e ambiente. Mentre la sua struttura portante in tubolare d’acciaio verniciato con polveri epossidiche assicura una lunga durata nel tempo.

Style Up è un sistema di arredo dinamico e completo, nato dall’incontro tra diversi ambiti progettuali: la versatilità degli arredi per le cucine, la flessibilità dei mobili per l’ufficio e le soluzioni tecnologiche proprie del settore food. ⁠Un progetto complesso di product design che ha impegnato gli industrial designer di Delineo per ben 3 anni, con oltre 1000 ore di lavoro e quasi 3000 componenti.
Inoltre, Style Up è disponibile anche nella versione outdoor In&Out. Un bancone studiato per offrire un servizio bar professionale sia all’interno che all’esterno dei locali. Grazie alle dimensioni contenute e alle ruote pivotanti, ogni modulo di Style Up In&Out può, infatti, essere spostato con facilità sia dentro che fuori. Quando si dice flessibilità. Un vero esempio di design industriale in cui l’estetica e la funzionalità vengono fuse in prodotto di qualità superiore.

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Quando nasce il gelato e come cambia nel tempo? Ecco la sua storia. Dai primi sistemi di refrigerazione con il sale alle tecnologiche macchine contemporanee.

I dati 2022 parlano chiaro: è ancora l’Italia la regina del gelato artigianale. Un settore che nell’ultimo anno ha registrato una crescita notevole dei consumi in tutta l’Europa. Si stima, infatti, che a livello europeo ci sia un giro di affari intorno ai 9 miliardi per un totale di oltre 300 mila persone impiegate nel settore e più di 65 mila punti vendita.

Un mercato florido in cui l’Italia si conferma leader, con 2,3 miliardi di euro di gelato artigianale venduto nel 2021 e circa 36 mila punti vendita. Dati a cui si aggiungono i numeri importanti nella produzione di macchine e attrezzature per il gelato artigianale. Settore che in Italia dà lavoro a ben 1.300 addetti e che ha raggiunto nel 2021 i 500 milioni di euro di fatturato, soprattutto sul fronte dell’export.

D’altronde, si sa, il gelato moderno è un’invenzione soprattutto italiana. È stato, infatti, un italiano, tal Francesco Procopio dei Coltelli, a ideare la prima miscela per produrre il gelato. Una scoperta che gli permise di aprire a Parigi la prima gelateria nel 1686. È stato un italiano, Italo Marchioni, a creare nel 1903 le prime cialde a cono. E si deve sempre a un italiano, Otello Cattabriga, l’invenzione della gelatiera con spatolazione automatica.

Per risalire alle origini del gelato bisogna, però, andare molto più indietro nel tempo, anche se si tratta di qualcosa di diverso dal gelato moderno. I gelati oggi sono realizzati con latte, panna, uova e zucchero, e hanno una consistenza cremosa. L’antenato del gelato artigianale era, invece, composto da bevande o alimenti con il miele che venivano mescolati con neve o ghiaccio. Un simil gelato che pare abbia allietato numerose civiltà antiche: dalla Mesopotamia alla Cina, dall’antico Egitto all’antica Roma.

La nascita del gelato artigianale

Il gelato moderno nasce quando viene creato il freddo artificiale. Sembra che già nell’anno Mille fosse stato ideato un sistema per ottenere temperature al di sotto dello zero, aggiungendo nitrato di potassio al ghiaccio tritato. Un metodo adottato fino alla metà del 1600, quando un certo Santoro riuscì a ottenere lo stesso risultato mescolando il ghiaccio con il sale da cucina.

In quegli anni, il mix di ghiaccio e sale (o nitrato di potassio) veniva raccolto in botti di legno, in cui erano immersi contenitori di terracotta che contenevano il composto per il gelato. Ghiaccio e sale abbassavano la temperatura e man mano che il composto si solidificava il gelatiere lo staccava dalle pareti con una spatola di legno.
In seguito, i recipienti furono dotati di un coperchio con manico, permettendo così di ruotare il contenitore durante la fase di congelamento. Un movimento che garantiva un gelato più denso e con cristalli di ghiaccio più fini. Per questo, i contenitori in terracotta vennero poi sostituiti con più resistenti recipienti in stagno o lamiera di ferro

La spatolazione rimase manuale fino al 1927, anno in cui venne introdotta la motogelatiera di Cattabriga. Brevettata nel 1931, la macchina riproduceva il movimento “stacca e spalma” eseguito manualmente dai gelatieri, immergendo un vaso rotante ad alta velocità in una miscela refrigerante composta da un bagno di glicole. Grazie all’automatizzazione di questo semplice ma faticoso movimento, la miscela incorporava l’aria, assicurando cremosità e corposità al gelato.

Le macchine per produrre il gelato degli anni ‘60 e ‘70

Un altro cambiamento importante avviene negli anni ‘60 e ‘70 con il passaggio dalle macchine verticali a estrazione manuale alle macchine orizzontali a estrazione automatica. Nelle prime il vaso è posizionato in verticale sul terreno e il gelato viene staccato dalle pareti tramite una lama a giro continuo oppure una pala di forma elicoidale, mentre nelle seconde il vaso viene ruotato di 90 gradi e la mantecazione avviene mediante pale a forza centrifuga che consentono di inglobare più aria rispetto ai mantecatori verticali.
La macchina verticale tornerà alla fine degli anni ‘80, questa volta però a estrazione automatica.

Sempre negli ‘60 fanno, inoltre, la loro comparsa le macchine per la pastorizzazione automatica. Un’invenzione che ha migliorato sensibilmente le condizioni igieniche. Questi macchinari, infatti, eliminano completamente la flora batterica dalla miscela senza alterarne le caratteristiche chimico-fisiche.

Le macchine da gelato di design di oggi

Grazie alle nuove tecnologie, le macchine per la produzione del gelato sono oggi sempre più performanti capaci di unire gelato artigianale e product design. I motori attuali offrono una resa il 15% maggiore a parità di potenza di quelli vecchi, con un considerevole risparmio di tempo ed energia. E le linee dei macchinari sono sempre più curate nel design, unendo estetica e funzionalità. Proprio come avviene in Synthesis 2, il nuovo mantecatore per il gelato progettato da Delineo per Carpigiani.

Synthesis 2, il nuovo mantecatore di Carpigiani firmato Delineo

Synthesis 2 è il nuovo sistema modulare disegnato da Delineo per Carpigiani. Un sistema estremamente innovativo che consente di produrre e conservare il gelato senza interrompere la catena del freddo.

Il modulo base si compone di un’elegante postazione di lavoro, con due cilindri indipendenti che permettono di produrre contemporaneamente gusti diversi di gelato. I cilindri offrono le funzioni di pastorizzazione e congelamento della miscela e di conservazione statica del gelato. Per ogni cilindro, si può impostare la consistenza e la temperatura di conservazione migliore per ogni gusto di gelato. Grazie al display LCD con programmi preinstallati e al controllo della consistenza brevettato Hard-O-Tronic, è possibile monitorare costantemente la consistenza del gelato.
Synthesis 2 è disponibile sia in versione orizzontale che in verticale, per potersi adattare a ogni esigenza di spazio. Inoltre, assicura un notevole risparmio energetico, grazie ai motori elettrici ad alta efficienza e ai condensatori ad alta resa. Un gioiello tecnologico ottenuto unendo un attento studio di product design e un profondo studio di ingegneria che ha creato una macchina performante, efficiente e bella.

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La conservazione e l’esposizione del gelato artigianale

Prima di concludere il nostro viaggio nella storia del gelato artigianale, c’è un ultimo e importante aspetto da approfondire: le modalità di conservazione ed esposizione.
Già, per un gelato artigianale di elevata qualità la conservazione è fondamentale, così com’è fondamentale esporre il gelato nel modo giusto.
Quando esce dal mantecatore, il composto ha una temperatura intorno ai -8/-10°C. Temperatura che in fase di conservazione va abbassata ulteriormente (fino ai -18°C all’incirca) per permettere al gelato di acquisire la consistenza definitiva. La scelta di un frigorifero performante è, dunque, essenziale.

Last but not least, bisogna considerare l’esposizione. Se, come si dice, il gusto passa dagli occhi, la vetrina gelato diventa infatti il vero biglietto da visita di un punto vendita. Per questo sempre più negozi puntano su banchi vetrina non solo funzionali, ma anche belli da vedere. Un esempio su tutti, le vetrine per il gelato disegnate da Delineo per Ifi.

Le vetrine gelato di design disegnate da Delineo per Ifi

Bella e performante. Sono questi gli aggettivi che descrivono Lunette, una delle vetrine gelato che Delineo ha disegnato per Ifi.
Il cuore del progetto è nell’innovativo sistema di chiusura HCS che attiva gli sbrinamenti in base all’effettiva apertura della vetrina. Per un gelato migliore nelle caratteristiche organolettiche e nell’aspetto.

Una vetrina dal design e dalle performance spaziali. Screen è l’altra vetrina gelato che Delineo ha disegnato per Ifi. A rendere speciale questo progetto è soprattutto il sistema di apertura e chiusura. Con un solo gesto la vetrina si apre completamente e con un solo gesto viene richiusa.
Inoltre, Screen permette di conservare il gelato, senza la necessità di riporlo negli armadi o nelle celle refrigerate a bassa temperatura. Uno studio di industrial product design applicato all’interior design, che ha consentito non solo di unire il design estetico con la funzionalità ma anche di trovare nuove soluzioni tecnologiche e di integrarle in questo nuovo prodotto per il settore Horeca.

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